L'opera

Mi manca il rosso
 

 

Prima un’afa che ti prende alla gola. Poi una teoria infinita di giorni di pioggia e di gelo. Una grande città del Nord, nei dintorni trafficati della stazione e di una importante via di negozi. Negli anni della maturità Pietro, cacciato dalla moglie Caterina, si rifugia in un albergo a due stelle, il Mondial, proprio davanti alla sua vecchia abitazione. Dalla finestra della camera, la numero cinque, spia la sua famiglia e in particolare la figlia Lisa, e per vederla più da vicino comprerà anche un binocolo. Pietro abita una regione fuori dal tempo e dallo spazio, è come arretrato sulla soglia della propria vita, in attesa di qualcosa che lo accenda, che lo accenda di nuovo. Ha avuto successo come scrittore con il suo romanzo d’esordio, ma i libri successivi sono stati accolti solo da stroncature, ha perso il suo lavoro di assicuratore, e se non fosse per la piccola Lisa nulla lo legherebbe più al mondo. Ma su quel deserto con un solo fiore spuntano mano a mano i personaggi che accompagneranno Pietro nella sua nuova quotidianità: Alberto, il rappresentante di commercio che si è inventato un’esistenza in attesa di farsene una vera, Gloria, cinquantenne amante occasionale e poi la giovane Nina, bella di una bellezza lenta, che lo trascinerà dentro l’occhio bianco della sua tempesta in un vortice di richieste che non potranno rimanere a lungo disattese.